Amami per quello che sono

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Lui

Mi alzai dal letto senza voglia di uscire dal caldo del piumone. Il gatto aveva deciso che per lui era abbastanza e non voleva darmi tregua. Uscii dal caldo abbraccio delle coperte e andai in bagno. Nello specchio vidi riflessa una persona che non sembravo più io. Era passato ormai un anno da allora. Si un anno da quando ti avevo incontrato. Non ero certo un uomo di successo eppure tu hai creduto in me. Sia mai, non da subito: diffidente come un serpente, affilata come un coltello e, allo stesso tempo, delicata come il primo bacio di un adolescente piena di speranze. Avevo dentro ben poco, avevo un vuoto. Per molti non sarebbe stato così difficile vivere, per molti non lo è mai stato. Per me era diverso. La vita non è stata ingiusta con me, o per lo meno non è stata ingiusta come lo è stato per molti altri eppure… Eppure il mio egoismo mi ha portato sempre al centro del mondo.

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La libertà da assuefazione

pillolaMorpheus: Immagino, che in questo momento ti sentirai un po’ Alice che ruzzola nella tana del Bianconiglio… mh?
Neo: L’esempio calza.
Morpheus: Lo leggo nei tuoi occhi. Hai lo sguardo di un uomo che accetta quello che vede solo perché aspetta di risvegliarsi. E curiosamente non sei lontano dalla verità. Tu credi nel destino, Neo?
Neo: No.
Morpheus: Perché no?
Neo: Perché non mi piace l’idea di non poter gestire la mia vita.
Morpheus: Capisco perfettamente ciò che intendi. Adesso ti dico perché sei qui. Sei qui perché intuisci qualcosa che non riesci a spiegarti. Senti solo che c’è. È tutta la vita che hai la sensazione che ci sia qualcosa che non quadra, nel mondo. Non sai bene di che si tratta ma l’avverti. È un chiodo fisso nel cervello. Da diventarci matto. È questa sensazione che ti ha portato da me. Tu sai di cosa sto parlando.
Neo: Di Matrix.
Morpheus: Ti interessa sapere di che si tratta? Che cos’è? Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L’avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità.
Neo: Quale verità?
Morpheus: Che tu sei uno schiavo, Neo. Come tutti gli altri, sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore. Una prigione per la tua mente. Nessuno di noi è in grado, purtroppo, di descrivere Matrix agli altri. Dovrai scoprire con i tuoi occhi che cos’è. È la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre. Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant’è profonda la tana del bianconiglio.Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più.

Ogni giorno ognuno di noi ha la capacità di scegliere. Purtroppo il libero arbitrio è un grande dono come una grande condanna. Io credo che oggi purtroppo siamo tutti in uno stato di torpore: ebbene s scrivente ocmpreso. Forse è giunto il momento di svegliarci. Non è mai troppo tardi e basta meno di quanto pensiamo, dobbiamo solo avere il coraggio di percorrere una strada che non si conosce. Attenzione, la libertà da assuefazione!

INVICTUS

Questa mattina prima di andare al lavoro mi è  capitato di leggere questa splendida poesia di William Ernest Henley intitolata INVICTUS (ndr. se cliccate sul titolo un piccolo link con la storia della poesia tratto da wikipedia)

Out of the night that covers me,
Black as the pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.

In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.

Beyond this place of wrath and tears
Looms but the Horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds and shall find me unafraid.

It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll,
I am the master of my fate:
I am the captain of my soul.

Per godervela in versione italiana vi lascio anche la traduzione:

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Buia come un abisso che va da un polo all’altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per la mia inconquistabile anima.

Nella feroce morsa delle circostanze
Non mi sono tirato indietro né ho gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e di lacrime
Incombe solo l’Orrore delle ombre,
Eppure la minaccia degli anni
Mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

Ebbene sì siate Capitani della vostra anima! Questo è  lo spirito giusto di vivere la vita. La inserirò  anche nel mio prossimo libro. Sono felice!

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Storia di Amore

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Amore è un ragazzo solare e divertente, vestito casual e sempre con la risposta pronta. Amore, affronta le sue giornate con spirito positivo e fiducioso. Amore adora il suo lavoro, che più che un lavoro è una vocazione. Ogni giorno Amore conosce persone e le aiuta nella vita di tutti i giorni. Ogni giorno Amore è ricercato, chiamato, invocato, pianto e lui accorre. Continua a leggere

… without a cause!

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Proprio così, senza infamia e senza lode. Vecchi dinosauri che ridono per mantenere in piedi un sistema malato. Giovani senza valori che abbassano la testa nella speranza di mangiare una fetta di quella torta oramai ammuffita. Questa è  la società  che meritiamo. Una società  di mediocri, come mediocre è  colui che scrive. Società  senza futuro, sogni stantii o ancor peggio riciclati da altri. Vivere senza un domani  confusi  e circondati da beni non necessari propinato come indispensabili. Vedo dinosauri che ridono  di me!

Libertà o libertinismo?

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Quando ho letto questa citazione da “I morti vanno a ovest” di Ricardo Amés – non potevo non condividerla considerato il percorso personale che come scrittore, come marito e come padre sto vivendo

“Ormai andava troppo veloce per potersi fermare in caso di emergenza, se qualcuno o qualcosa avesse attraversato la strada, se ci fosse stata una buca nel terreno. Ma è così che funziona, si rischia.

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